Il radon è un gas naturale radioattivo che può accumularsi negli ambienti chiusi, in particolare ai piani bassi, nei locali interrati o seminterrati e negli edifici con scarso ricambio d’aria. La misura della concentrazione indoor consente di valutare l’esposizione e, se necessario, individuare gli approfondimenti o gli interventi più opportuni.
Il D.Lgs. 101/2020 prevede livelli di riferimento pari a 300 Bq/m³ come media annua per abitazioni esistenti e luoghi di lavoro, e 200 Bq/m³ per abitazioni costruite dopo il 31 dicembre 2024.
Lo Studio Tomassi può eseguire screening preliminari di orientamento e supportare il cliente nella programmazione di misure di lungo periodo mediante laboratori o organismi qualificati, quando richieste per finalità normative o documentali.
Una verifica radon è utile quando devi acquistare, vendere, ristrutturare o utilizzare ambienti al piano terra, interrato o seminterrato; quando gestisci un luogo di lavoro; quando vuoi valutare la qualità dell’aria indoor in abitazioni, B&B, scuole, studi professionali o locali aperti al pubblico. Quando è utile una verifica radon:
abitazioni al piano terra, seminterrato o interrato;
locali destinati a lavoro, studio professionale, negozio, laboratorio;
edifici scolastici, ricettivi, B&B o strutture aperte al pubblico;
ristrutturazioni, cambi d’uso e recupero di locali interrati;
compravendite o valutazioni tecniche preventive;
condomìni con locali comuni, cantine, autorimesse o piani bassi
Recupero di locali interrati e seminterrati
Come funziona il servizio
Primo contatto
Il cliente invia indirizzo, piano dell’immobile, uso dei locali, planimetria o foto.
Valutazione preliminare
Vengono inquadrate le caratteristiche dell’edificio, il piano dei locali, la destinazione d’uso, le condizioni di ventilazione e l’eventuale presenza di ambienti interrati o seminterrati.
Screening radon preliminare
Si esegue una misura orientativa con strumentazione attiva, utile per una prima valutazione tecnica della concentrazione di radon indoor.
Misura aggiuntiva con dosimetri passivi
Per un dato documentabile e inoppugnabile dal punto di vista normativo, si programma una misura di lungo periodo mediante dosimetri passivi. .
Relazione tecnica
I risultati vengono restituiti in una relazione tecnica con interpretazione dei dati, indicazione dei limiti della misura eseguita ed eventuali approfondimenti consigliati.
Indicazioni operative
In base agli esiti della valutazione, vengono fornite indicazioni sulle possibili azioni da intraprendere, come miglioramento della ventilazione, ulteriori monitoraggi, approfondimenti tecnici, interventi di mitigazione o coinvolgimento di soggetti specializzati.
Screening rapido e misura normativa di lungo periodo: qual'è la differenza?
Lo screening rapido consente una prima valutazione orientativa della concentrazione di radon indoor e può essere utile per individuare situazioni che meritano approfondimento.
Per finalità normative o documentali, la valutazione deve essere riferita a misure di lungo periodo, rappresentative della concentrazione media annua, eseguite con modalità e strumenti adeguati.
Per chi è pensato il servizio
Privati
Per verifiche in abitazioni, taverne, locali al piano terra, cantine o immobili da acquistare.
Agenzie immobiliari
Per valutazioni preventive in fase di vendita o locazione.
Amministratori di condominio
Per locali comuni, autorimesse, cantine, piani bassi e segnalazioni dei condomini.
Datori di lavoro e RSPP
Per valutazioni preliminari in uffici, negozi, studi professionali, laboratori e ambienti interrati.
Tecnici e progettisti
Per supporto geologico e ambientale in ristrutturazioni, cambi d’uso e recuperi edilizi.
Legge Regionale Lazio n. 12 del 30 luglio 2025, art. 25
Come interviene lo Studio Tomassi
Verifica preliminare della documentazione, inquadramento geologico e vincolistico, valutazione delle criticità legate a locali interrati o seminterrati, screening radon preliminare e indicazioni sulle eventuali misure di approfondimento.
Quando richiedere la verifica
Prima di acquistare, vendere, cambiare destinazione d’uso, recuperare un locale interrato o valutare la trasformazione di taverne, magazzini, box, cantine o locali a piano terra.
Le esclusioni sono previste dall’art. 25, comma 16, della Legge Regionale Lazio 12/2025, che disciplina il recupero di locali interrati, seminterrati e a piano terra.
Aree a rischio idrogeologico
Sono esclusi gli immobili ricadenti in aree classificate a rischio idraulico o geomorfologico, almeno finché la Regione non definirà criteri attuativi specifici.
Edifici con più di 8 unità immobiliari residenziali
L’esclusione vale per i condomìni oltre 8 unità, con eccezione degli immobili ATER.
Zone agricole (Zona E)
Non è consentito il recupero nelle aree agricole, salvo locali pertinenziali non collegati ad attività agricole in esercizio.
Centri storici dei comuni sopra 150.000 abitanti
Di fatto riguarda soprattutto Roma:
vietato il recupero per usi non residenziali;
vietato il recupero abitativo di locali nati come commerciali.
Ulteriori esclusioni comunali
I Comuni possono introdurre limitazioni aggiuntive con propria deliberazione, purché coerenti con i criteri regionali del comma 16.